Si parla tanto di Km 0 in questi ultimi tempi, e se ne parla (passateci il termine) come se fosse la scoperta dell’acqua calda… In verità chi ne ha coniato il nome non ha inventato nulla di nuovo.
Sì perchè in fin dei conti cos’è questo Km0?
Km0 è mangiare le fragole a maggio e i broccoletti a gennaio, il tarassaco a marzo e le verze col freddo a dicembre.
Km0 è quando le zucchine arrivano direttamente dall’orto e le susine dall’albero, il latte e il formaggio dalla mucca di una stalla vicina e le uova dal pollaio.
È la polenta fatta sulla stufa a legna, è la pasta all’uovo che con abilità, farina e mattarello, diventa casoncelli.
Km0 esiste quassù da tempi lontani, da quando ancora non c’erano i supermercati, e si faceva la spesa del giorno in bottega, da quando la parola “bio” non era ancora di moda e il cibo era senza ruote e nemmeno ammaestrato.
Km0 è mettere passione nel cucinare fin da quando la cucina non era una passione, ma una missione per riempire di cibo buono pancia, occhi e cuore.
Al Navertino lo facciamo praticamente da sempre usando prodotti vicini a noi: le erbe di campo raccolte nei prati qui attorno, le bacche e gli altri frutti selvatici raccolti nel sottobosco, i formaggi acquistati direttamente nella stalla dei contadini, il pollame e le carni di produzione locale, le uova freschissime delle nostre galline…
Non è per noi un voler essere alla moda e al passo coi tempi (non solo, e nonin questo caso..): è come abbiamo sempre lavorato per preparare i piatti migliori, perché i sapori sono più variati e intensi e il gusto dei cibi più autentico.
E’ proprio vero che per noi il km0 è una passione, che ontinueremo a seguire anche quando forse un giorno il termine passerà di moda, o arriverà qualche altra corrente di pensiero a dirci come mangiare.


































